L'AGROALIMENTARE VICENTINO VOLA NEGLI STATI UNITI
Vicenza Qualità ha organizzato il seminario di approfondimento dal titolo: "Esportare negli USA prodotti alimentari: caratteristiche, problematiche e prospettive"
Prosegue l'attività di promozione e di informazione promossa da Vicenza Qualità, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Vicenza a favore delle aziende della nostra provincia interessate ad esportare i propri prodotti agroalimentari oltreoceano, negli Stati Uniti d'America, un ricco mercato che conta ad oggi circa 250 milioni di consumatori con un PIL del +3,1% nel 2003. Partendo da queste considerazioni, Vicenza Qualità ha promosso ed organizzato nei giorni scorsi un incontro tecnico dal titolo "Esportare negli USA prodotti alimentari: caratteristiche, problematiche e prospettive" dedicato all’approfondimento delle opportunità, tendenze di mercato, e normative per le esportazioni di prodotti agroalimentari dirette nel territorio statunitense, alla luce anche della recente entrata in vigore della legge sulla sicurezza della salute pubblica contro il bioterrorismo, che ha introdotto in America nuove regolamentazioni per la protezione delle forniture di prodotti alimentari. Ad aprire i lavori il Presidente di Vicenza Qualità Sergio Rebecca; hanno partecipato come relatori due funzionari dell'ufficio ICE di Roma, uno dei quali rientrato in Italia proprio lo scorso febbraio dopo una lunga esperienza come Responsabile del settore Food & Beverage presso l'Ufficio ICE di New York. Sono intervenuti i rappresentanti delle Associazioni di categoria vicentine - tra cui Diego Meggiolaro, Presidente della Coldiretti di Vicenza, nonché componente di Giunta Camerale - e un gruppo di imprenditori locali, tra cui produttori di vini, di acqueviti, di caffè, di formaggi e di acque minerali. Nella provincia di Vicenza ci sono poi una serie di prodotti dell’ortofrutta che potrebbero trovare uno spazio esportativo negli USA. Si sta, pertanto, verificando se prodotti di qualità quali il radicchio di Asigliano, l’Asparago bianco di Bassano del Grappa, la Ciliegia IGP di Marostica e altri prodotti di nicchia, alcuni dei quali già presenti nei mercati esteri, potrebbero trovare modi e canali per raggiungere il mercato statunitense. Nonostante il forte rialzo nel cambio dell'euro rispetto al dollaro, le esportazioni italiane del settore agroalimentare verso gli USA hanno registrato un trend positivo attestando l'Italia al quinto posto dopo Canada, Messico, Francia e Cina. L'interscambio agroalimentare Italia-USA risulta decisamente a favore del nostro Paese, nel 2003 infatti l'Italia ha esportato negli USA 2.195 milioni di dollari di prodotti agroalimentari, con un aumento del 16,6% rispetto al 2002. In particolarte i prodotti che hanno permesso all'export italiano di assestare la propria crescita in questo comparto sono i vini - che dal 1980 ad oggi ha registrato una continua crescita in rapporto alla percentuale della produzione - con un + 20,1%, l'olio d'oliva con +14,5%, i formaggi con un +27,1%, la pasta con un +11,9%, i salumi e i prosciutti con un +65,2% e le acque minerali con un + 23,2%. (Elaborazione su dati gennaio-dicembre 2003; Ice Roma)
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