Sono certamente impressioni positive quelle che le aziende beriche riportano a casa da Damasco in seguito alla missione imprenditoriale che si è svolta dal 5 all’8 luglio con la regia di Vicenza Qualità. Nove aziende dei comparti meccanica, beni strumentali e chimica si sono presentate al mercato siriano che le ha accolte con un fitto programma di incontri d’affari, visite aziendali ed incontri istituzionali. Un’occasione particolarmente importante per esplorare da vicino le notevoli opportunità di business offerte da un paese economicamente in ascesa e che si sta rivelando oltremodo ricettivo per le nostre produzioni.
L’alto interesse della Siria per il ‘made in Italy’ ha avuto immediata conferma nella partecipazione delle aziende di casa alla giornata di workshop: 91 gli operatori che sono intervenuti per un totale di ben 212 incontri bilaterali realizzati. Una adesione al di sopra della aspettative, conseguita grazie anche al coinvolgimento dell’Ufficio Ice di Damasco e del Sistema Camerale siriano nella fase di pubblicizzazione dell’iniziativa presso le imprese locali. A lato degli incontri d’affari, la missione si è caratterizzata per l’attivazione di alcuni importanti tavoli di lavoro istituzionali che hanno messo di fronte i delegati italiani ed i rappresentanti della Camera dell’Industria e della Camera di Commercio siriane nell’intento di rafforzare il legame commerciale tra i paesi e di accreditare le nostre aziende presso gli intermediari istituzionali. A questo scopo, accanto a Germaine Barreto, Direttore di Vicenza Qualità, ha preso parte alla missione Roberto Ditri, Vicepresidente di Confindustria Vicenza.
I recenti dati Istat fotografano un trend molto positivo per l’export italiano in questa area. Nel 2008 l’Italia ha esportato prodotti in Siria per ben 1.030 milioni di euro (record assoluto), con un incremento del 10,5% rispetto all’anno precedente ed addirittura raddoppiando il risultato del 2006. Notevoli, in particolar modo, le performances dei comparti meccanica (+ 29,4%), macchine ed apparecchiature elettriche (+ 15,9%), chimica (+23%) ed articoli in plastica e gomma (+16%). Di segno inverso, sempre nel 2008, le nostre importazioni di prodotti dalla Siria, con una contrazione che influisce sul lieve decremento (-0,6%) dell’interscambio complessivo. Emerge da questa situazione una novità: il saldo commerciale, tradizionalmente in passivo per l’Italia, risulta ora straordinariamente in attivo per ben 211 milioni di euro. Una inversione di tendenza che attesta l’alto potenziale di penetrazione dei prodotti italiani in un paese che, dopo anni di economia pianificata, sta proseguendo nel suo cammino di progressiva apertura economica e che, nonostante le ultime previsioni al ribasso, dovrebbe registrare quest’anno un PIL in aumento del 3%.
La missione di Vicenza Qualità ha consentito alle aziende beriche della meccanica, dei beni strumentali e della chimica di avvicinare e conoscere in modo approfondito molte realtà imprenditoriali siriane caratterizzate da prospettive di sviluppo importanti, instaurando con queste delle relazioni volte a procurare nuovi interessanti sbocchi per il ‘made in Vicenza’. Un bilancio pienamente positivo, arricchito anche dal consolidamento del dialogo con gli intermediari istituzionali di Damasco e dalle indicazioni emerse nel corso degli incontri. In attesa di una futura visita a Vicenza dei rappresentanti camerali siriani accompagnati da delegazioni economiche, di cui si è discusso e da programmarsi per i prossimi mesi, si è già raccolta la disponibilità per un approfondimento nei confronti del distretto che ruota attorno ad Homs, emergente centro industriale siriano collocato in posizione logisticamente strategica, anche rispetto al mercato irakeno.
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